lavorazione della pelle

L’antica arte della concia al vegetale – ovvero della trasformazione della pelle in materiale non degradabile con sostanze naturali – è presente in Toscana fin dalla preistoria e si sviluppa a partire dal Medioevo tramandandosi di padre in figlio come sapienza artigianale.

I nostri prodotti nascono da questa tradizione e dalle mani esperte dei maestri artigiani della conceria “Il gabbiano” che ancora oggi lavorano e trattano la pelle in modo unico, e del tutto naturale.

La conceria “Il gabbiano”, situata nella zona storica di Santa Croce sull’Arno, fa parte infatti del “Consorzio della vera pelle italiana conciata al vegetale”, un’associazione che comprende le concerie tra Pisa e Firenze. La filosofia del Consorzio è tesa ad assicurare la produzione di una pelle naturale, unica, duratura e di alta qualità.

Il processo produttivo della concia al vegetale, da cui nasce la famosa vacchetta, è lungo e molto complesso:

La lavorazione della pelle inizia con la preparazione delle pelli grezze che vengono tagliate da maestri tagliatori ed inserite in seguito in “bottali”, grandi contenitori a tenuta stagna costruiti artigianalmente con un legno speciale. Questo processo, che si articola in più momenti, rende possibile la depurazione delle pelli dal pelo esterno e da proteine, grassi, sali minerali e acqua.



Appena la pelle è pronta, viene messa nell’acqua per un lungo periodo durante il quale riceve sostanze naturali concianti – il tannino. Tintura e ingrasso permettono in seguito di colorare e rendere morbida la pelle: in base alla quantità di prodotto utilizzato, la pelle avrà una resa completamente diversa.
In questo segreto di dosi e alchimie consiste l’unicità di ciascuna conceria, che si tramanda di generazione in generazione la propria esclusiva conoscenza.
Nel Medioevo, le fasi della lavorazione venivano seguito da un notaio che contrassegnava un periodo di 8 mesi di giacenza nei bottali, solo al termine dei quali era possibile avere un documento che certificasse la bontà del processo. Oggi questo tempo è stato notevolmente ridotto grazie alla tecnologia, ma resta sempre un processo lungo e delicato.



L’ultima fase della lavorazione è quella che riguarda l’asciugatura delle pelli.
Nella “messa a vento”, ciascuna pelle viene appesa singolarmente per assicurarne la massima flessibilità e morbidezza che permetteranno una lavorazione ottimale.

 

Chi sceglie la pelle al vegetale sceglie un prodotto naturale, di qualità superiore, resistente e duraturo. Con il passare degli anni, infatti, la pelle acquisirà semplicemente un colore più scuro, quasi che si fosse abbronzata per effetto dei raggi solari: una vera magia della natura e dell’uomo.